
Domenica 12 Febbraio 2006 ore 06:29:33
JinmaBiji
Il cavallo d’oro e il gallo smeraldo
Traduzione di Sandro Cagnin
Molto tempo fa Kunming era un luogo povero, selvaggio e spoglio. L’interno del suo bazi(1) era pieno di roveti velenosi; catene di pendii aspri e desolati circondavano la città. Le pietre si alternavano alla sabbia, non vi era una goccia d’acqua né tanto meno un albero e quando l’aquila passava non poteva fare a meno di versare le sue lacrime. Un giorno mentre il sole splendeva, dal cielo cominciò ad espandersi un raggio di luce dorata e si poté udire un fortissimo rumore: “rumble, rumble”. Dal sole comparve volando un bellissimo esemplare di cavallo, alto e grande. Nitriva fragorosamente a testa alta e galoppando veloce come il vento giunse al bazi di Kunming. Con le sue zampe volanti ne percorse un tratto: dove passava crescevano fili d’erba dorati in gran quantità e si moltiplicavano alberi, fiori e frutti d’oro; i pavoni cominciarono a svolazzare cantando mentre cavalli e cervi danzavano.
La sera, dopo che la luna era spuntata, il cielo sembrava un mare limpido e placido. All’improvviso si udì un boato e dalla luna apparve volando un gallo color di giada, che dopo aver emesso alcuni gridi “uah, uah, uah”, in un attimo piombò su Kunming. Quando il gallo smeraldo sbatteva le ali, cominciavano a piovere perle e giade che, accumulandosi sugli argini del bazi, formavano un mare smeraldo di cui non si poteva scorgere la fine, all’interno del quale nuotavano pesci d’argento e gamberi di madreperla.
Il cavallo d’oro e il gallo smeraldo trasformarono Kunming nel luogo più bello del mondo! Diventarono ottimi amici e ogni giorno stavano assieme a cantare ed a ballare spensieratamente.
Un bel giorno il cavallo d’oro disse al gallo: - Voglio andare a fare un giro dappertutto, per vedere se c’è un posto bello come il nostro villaggio!–
Il gallo smeraldo rispose: - Va bene, vai, ma ricordati di stare attento e di non farti vedere dagli uomini cattivi. –
Il cavallo d’oro se ne andò verso est, verso ovest, visitò tutti i luoghi del mondo senza mai trovarne uno bello come Kunming; era molto compiaciuto. Un giorno però, si fermò a riposarsi in un bosco di banani. Il sovrano di quella terra si trovava giusto a passare di là ed esclamò: - Ehi, sotto ai banani vi è un cavallo di una bellezza mai vista prima. E’ alto, è grande, le sue gambe anteriori sono diritte come frecce, mentre quelle posteriori ricurve come un arco. - I suoi occhi sembravano campane d’oro, le sue orecchie bambù intagliato; aveva la forza della tigre e la fermezza dell’orso. Inoltre il suo pelo luccicante e dorato aveva incantato completamente il sovrano che continuava a guardarlo.
Il primo ministro del re disse sommessamente: - Maestà, voi sapete che tipo di cavallo è questo? E’ un cavallo d’oro che proviene dal palazzo del sole. Si è innamorato di un luogo chiamato Kunming, per questo è uscito dal palazzo. Chi riuscirà a possedere questo cavallo diventerà l’uomo più ricco del mondo! –
Il re in un’espressione di felicità aggiunse: - Se è così voglio sicuramente catturarlo! –
Il primo ministro si affrettò a rispondere: - Parlate piano! Parlate piano! Il cavallo d’oro ha dei poteri sconfinati. Qualora ci sentisse, scapperebbe immediatamente. –
Il sovrano chiese: - Come faremo quindi? –
Ed il primo ministro: - Ho un’idea! –
Subito ordinò a trecento dei suoi soldati più forti di procurarsi una catena dorata ciascuno e di nasconderlo nel posto più segreto all’interno del bosco di banani, dicendo al re di attendere un po’. Dopodiché andò di fronte al cavallo e dopo aver fatto un ampio inchino disse: - O mio onorevole ospite, il fatto che vi siate recati qui mi riempie di orgoglio! Con tutto il rispetto, voglio chiedervi la cortesia di accettare l’invito ad incontrare il nostro sovrano. –
Il cavallo d’oro vista la gentilezza dimostratagli dal ministro, annuì contento e lo segui’ addentrandosi nel bosco di banani. Ad un ordine del ministro, trecento catene d’oro scesero intrappolando il cavallo. Egli saltò, si dimenò, lottò senza sosta per liberarsi, ma alla fine cedette e fu fatto prigioniero del re, il quale, pieno di gioia, lo condusse verso il palazzo reale. Gli mise su una sella e degli zoccoli d’oro e un morso, anche questo d’oro, continuando ad ammirarlo sia di giorno che di notte. Tuttavia il cavallo stava a testa bassa lamentandosi tristemente; non mangiava, non beveva e quando il re gli si avvicinava girava il collo, spalancava gli occhi e lo guardava furioso. Poi scattava in piedi e cercava di prenderlo a calci sia con le zampe anteriori che con quelle posteriori.
Il primo giorno il suo pelo dorato cominciava già a perdere lucentezza. Il secondo i suoi occhi che sembravano campanelli d’oro si chiusero. Il terzo cadde a terra con un tonfo e pareva non si potesse più muovere. Il ministro vedendo la preoccupazione del re, disse: - Maestà, che cosa può mai avere il vostro cavallo d’oro? –
Prese una lisca di pesce, la gettò nel fuoco pronunciando alcune parole magiche e all’improvviso dal fuoco spuntò una montagna altissima sulla vetta della quale stava un gallo verde smeraldo che cominciò ad emettere qualche suono: - Uah, uah, uah –. Poi gridò: - Cavallo d’oro, cavallo d’oro, dove sei? Perché non torni a casa? –
Alla vista di questa scena il sovrano non poté fare a meno di meravigliarsi. Il ministro disse: - Maestà, il cavallo d’oro aveva troppa nostalgia del suo partner, è per questo che si è ammalato –
Il sovrano chiese: - E ora come faremo? –
E il ministro: - C’è solo una cosa che possiamo fare: liberarlo –
Il re molto scontento aggiunse: - Che stupidaggine! Non è stato facile catturarlo, come posso lasciarlo andare così? –
E il ministro: - Maestà, il vostro cavallo d’oro è così stremato dalla fame e dalla sete che non può portarvi nessuna fortuna. Lui e il gallo smeraldo sono da sempre uniti, sono nati assieme e moriranno assieme. Solo qualora riuscissimo a catturarli entrambi allo stesso tempo potremmo averne un beneficio. –
Il sovrano fu molto contento di sentire ciò; tolse la sella, gli zoccoli ed il morso d’oro al cavallo e accarezzandolo gli disse: - Cavallo d’oro, so che hai nostalgia di casa. E’ da tempo che pensavo di liberarti, ma temevo che non avessi le forze necessarie per ritornare da solo. Adesso disporrò i miei uomini perché ti riconducano a casa. –
Così dicendo batté le mani e in un attimo comparvero trecento soldati pronti a riaccompagnare a casa il cavallo d’oro su un letto d’avorio.
Il cavallo d’oro dopo aver sentito le parole del sovrano, si alzò in piedi di scatto; i suoi occhi cominciarono a sprizzare raggi di luce e il suo pelo ritornò completamente dorato. Scalpitò rumorosamente nitrendo forte verso est e corse via veloce come il vento.
Immediatamente il re dette ordine a ognuno dei suoi tre figli di munirsi di tremila carri imperiali per seguire le tracce del cavallo al fine di trovare lui e il suo partner assieme. Poi rivolto a loro aggiunse: - Se catturerete il cavallo d’oro e il gallo smeraldo, allora otterrete il mio trono; se non ci riuscirete non osate ritornare da me a mani vuote! –
Dei tre figli, il sovrano prediligeva il più giovane. Così di nascosto, gli diede il morso d’oro, pregò il primo ministro di dargli un pezzo della lisca di pesce e di insegnargli le parole magiche, nella speranza che in questo modo potesse catturare le due prede.
Dopo esser stato liberato, il cavallo d’oro fece ritorno a Kunming veloce come un lampo. In qualsiasi posto lui e il gallo smeraldo si recavano, fili d’erba e alberi d’oro crescevano rigogliosi; pavoni cervi e cavalli ritornarono e Kunming apparve bellissima come prima.
Un giorno però mentre si stavano divertendo allegramente, il gallo notò un vasto e potente esercito a cavallo intento ad attraversare gli argini del bazi: quei soldati indossavano armature, erano muniti di lunghe spade e sembravano intenzionati ad ammazzare!
I tre principi stavano conducendo i tremila carri imperiali in direzione del bazi di Kunming. Da lontano videro il cavallo ed il gallo scappare di corsa, quindi si divisero per cercarli, ognuno portando con sé mille carri imperiali.
Il principe più vecchio pensò che i due animali prima o poi avrebbero avuto fame e si sarebbero recati al bazi per nutrirsi dell’erba e dei frutti d’oro; così nascose i suoi mille carri imperiali nei pressi del bazi, tenendoli pronti per l’imboscata. Il giorno dopo infatti, il cavallo ed il gallo erano veramente affamati e andarono così al bazi. Non appena il cavallo si mise a mangiare l’erba d’oro, il gallo scorse il cappello del principe e gridò a gran voce: - Cavallo d’oro, scappiamo, presto! –
Così i due corsero via immediatamente.
Il principe più vecchio non si accorse nemmeno che le due prede erano venute e continuò a restare lì in attesa. Aspettò e aspettò inutilmente, nessuno sa per quanti mesi. Non ebbe il coraggio di tornare a casa da suo padre, così alla fine si tramutò in roccia e oggi è ancora là che osserva e attende.
Il secondo principe pensò che i due fossero sicuramente assetati; secondo lui sicuramente si sarebbero recati al lago per bere dell’acqua prima o poi, quindi nascose i suoi mille carri imperiali nei pressi del lago in attesa. Il giorno dopo il cavallo e il gallo erano molto assetati e andarono ai bordi del lago per abbeverarsi. Il cavallo si era appena messo a bere quando il gallo notò il vestito luccicante del principe e disse sommessamente: - Cavallo d’oro, corriamo! –
E i due se ne scapparono via in un batter d’occhio.
Il principe più giovane avendo visto che le due prede erano fuggite, estrasse la lisca di pesce fornitagli dal primo ministro e dopo aver pronunciato le parole magiche la scagliò nel fuoco. All’improvviso, dal fuoco spuntarono sia il re che il ministro. Il principe chiese loro cosa avrebbe dovuto fare. Il ministro aggrottando le sopracciglia, ci pensò su un po’ e poi rispose: - Al bazi non ci vuoi andare e neanche al lago. Ti devi dunque mascherare da mendicante e sederti in parte alla strada. Allo stesso tempo terrai i carri imperiali nascosti nelle vicinanze e pronti a lanciare un’imboscata; aspetterai che i due arrivino e solo allora potrai prendere il cavallo con delle catene d’oro e intrappolare il gallo con una rete d’argento. –
Dopo che ebbe pronunciato queste parole lui ed il re scomparvero. Il principe seguendo i consigli ricevuti, indossò il vestito più logoro, annerì il suo viso e le sue mani utilizzando il fumo di una pentola, preparò i mille carri imperiali tenendoli pronti per l’assalto e si mise ad aspettare ai bordi della strada.
Il giorno dopo il cavallo d’oro e il gallo smeraldo arrivarono veramente. Vedendo il mendicante, il cavallo subito lo apostrofò: - Ehi, poveruomo. Da dove vieni? – E il gallo: - Hai forse fame poveruomo? –
Il giovane principe annuì, lasciando uscire una lacrima finta dai suoi occhi in un’espressione miserevole. Così il cavallo batté con la zampa sul terreno ed estrasse un pezzo d’oro, mentre il gallo emise un paio di suoni e sputò fuori un pezzo di giada color smeraldo. I due gli dissero di prendere gli oggetti preziosi per andare a comprarsi dei vestiti nuovi e del cibo. In un attimo il principe scattò in piedi con furia e dai carri imperiali nascosti tutto intorno vennero lanciate le catene d’oro e la rete d’argento sulle due prede.
Il gallo dalla vista acuta, ben prima che la rete d’argento ricadesse su di lui era già volato via; il cavallo invece era rimasto intrappolato dalle catene e dal morso d’oro. Egli si dimenò, saltò e lottò con le mille catene d’oro, ma non riuscì a liberarsi né da quelle né dal morso. Il gallo vedendo questa scena, lo chiamò a gran voce, peccato non ci fosse più nulla da fare.
All’improvviso il cavallo riuscì a rompere le catene con le zampe e si alzò in volo, mentre il principe che non era riuscito a montargli in groppa rimaneva attaccato alle sue redini. Il cavallo d’oro passò per tutte le montagne di Kunming grandi e piccole, si diresse verso est e qui fu fermato dal principe. Questi però, non ebbe nemmeno il tempo di tirare il fiato che in un lampo il cavallo, che poco prima gli stava di fronte, era scomparso. Nello stesso momento dal cielo scese giù una montagna altissima, il cui aspetto assomigliava esattamente a quello del cavallo d’oro. La montagna piombò con un boato sopra il principe e tutti i mille carri imperiali, schiacciandoli. Così nacque a est di Kunming quella che viene chiamata “montagna del cavallo d’oro”.
Il gallo smeraldo accortosi della morte del cavallo, cominciò a piangere disperatamente. Voleva andare in cima alla sua montagna per ricongiungersi al suo partner, ma per farlo avrebbe dovuto attraversare il bazi, vale a dire il luogo dov’era ancora appostato il principe più vecchio. Se invece fosse passato per il lago, avrebbe dovuto vedersela con il secondo principe e la sua guarnigione. Si diresse quindi verso ovest, volando per sette giorni e sette notti: alla fine si tramutò anch’egli in una montagna, la “montagna del gallo smeraldo”. Così morirono il cavallo d’oro e il gallo smeraldo, che tanta fortuna portarono alla città di Kunming. Per ricordarli, gli abitanti costruirono due alte e maestose porte commemorative patinate in oro e smeraldo, decorate con disegni di incredibile fattura, dai colori bellissimi. Questo è proprio quello che oggi è conosciuto come “le porte del cavallo d’oro e del gallo smeraldo” (jinma biji fang).
Tuttavia, anche se il cavallo d’oro ed il gallo smeraldo morirono, la loro anima non lasciò mai questo luogo. Ogni sessant’anni, la sera della “festa d’autunno”, la luce dorata del sole proveniente da ovest fa sì che la porta del gallo smeraldo proietti la sua ombra; la luce argentata della luna proveniente da est invece, fa proiettare l’ombra alla porta del cavallo d’oro. Nel momento in cui le due ombre si sovrappongono, si può osservare una meravigliosa vista che può essere creata solo dalla splendida unione tra oro e smeraldo.
E’ proprio in questo momento che il cavallo d’oro e il gallo smeraldo ritornano in vita. Il cavallo nitrendo “huir, huir” ed il gallo cantando “uah, uah”, dalle loro rispettive montagne si alzano in volo per venire ad incontrarsi a Kunming. Di nuovo piantano fili d’erba e alberi d’oro, ancora riempiono il bazi di fiumi di perle e giada: Kunming torna ad essere il luogo più bello del mondo!
Note
(1) Il termine bazi indica un tipo di campo, tipico dello Yunnan. Esso ha forma concava e dato il territorio prevalentemente montuoso della regione non è particolarmente ampio.
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Il racconto che avete letto e' stato tradotto da Sandro Cagnin, che ringrazio per la disponibilita' :)
Un saluto e a presto,
LeToxDiplomatique
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