Sulla questione della vita e della morte, di cosa si possa considerare vita e di cosa si possa considerare morte si sono spesi fior di filosofi, teologi, santoni, mistici, atei e credenti.
Il caso di Eluana Englaro ha riacceso la problematica ma tutti i protagonisti del mondo politico e religioso si son ben guardati dal confrontarsi sul tema preferendo la piu' facile, banale ed altamente offensiva strategia delle parti contrapposte che ha portate qualcuno a dare addirittura degli "assassini" ai genitori di Eluana.
Come la penso? Come la stragrande maggioranza di chi ha seguito la vicenda e che non puo' che sentirsi vicina al dolore dei genitori di Eluana comprendendo fino in fondo il significato della loro scelta. In casi del genere io credo che lo Stato abbia il dovere di aiutare i familiari durante tutte le fasi di questa agonia che si sa purtroppo quando inizia e non si quando finisce.
Due genitori hanno sopportato tutto questo per 17 anni e qualcuno ha il coraggio di accusarli? Questo qualcuno lo vorrei vedere in faccia, vorrei parlargli e capire fin dove il suo giudizio nasce da ignoranza, da stupidita' o da vile e meschina ipocrisia. Nessuno piu' dei familiari e degli amici (quelli veri) puo' avere voce in capitolo sulla questione, nessuno.
Se vivessimo in un paese civile avremmo quanto meno la dignita' di poter disporre di un testamento biologico in cui ognuno di noi avrebbe il diritto di decidere della propria vita.
Solo un imbecille penserebbe di legiferare a riguardo stabilendo quanto e come si definisca lo stato vegetale, i fatti vogliono che la speranza e la forza di lottare dei genitori in questo caso sia durata ben 17 anni e sono i soli che davvero avevano a cuore la vita di loro figlia. Tutto il resto e' pura pornografia morale in cui si prendono dei valori universali come la vita per usarli in maniera viscida e meschina, faziosa ed appunto pornografica.
Un mio carissimo amico ha una sorella in uno stato simile a quello di Eluana, sono stato a casa sua ed ho visto i sacrifici che i suoi genitori stanno facendo per mantenere viva la speranza che qualcosa vada controcorrente e Sara possa risvegliarsi dallo stato vegetativo in cui si trova da tre anni. Ma il sacrificio e' una scelta personale e nessuno puo' arrogarsi il diritto di dire quanto e se sia giusto o logico farlo; il sacrificio va' rispettato quando viene fatto cosi' come quando ci si rende conto che non ha piu' senso portarlo avanti.
In questo link trovate l'intervista che Luciano (il padre di Sara) ha rilasciato due giorni fa a Repubblica Radio:
http://www.kataweb.it/multimedia/media/4693808
mentre qui potete trovare una lettere pubblica scritta da Luciano di Natale quasi un anno fa:
http://www.letoxdiplomatique.net/?q=node/142
Un abbraccio a tutt*,
Antonio T. Tox
Commenti
L'interpretazione che molti
L'interpretazione che molti cattolici e uomini delle chiesa danno della volontà di Dio è volutamente ipocrita e assurda.
Hanno paura che si introduca l'eutanasia, ma il testamento biologico che credo si aspettino gli italiani,non prevede l'eutanasia ma solo che, chi voglia, possa rifiutare qualsiasi cura morendo naturalmente.
Io sarei anche per l'eutanasia vista la scarsa applicazione delle cure palliative e poi sono pochi quelli che si preoccupano dei costi che una famiglia ( naturalmente lasciata sola ) deve sostenere.
Quando non vi è nessuna speranza di guarigione in malati terminali la cosa più caritatevole è quella di farli morire in maniera naturale e non di costringerli a soffrire inutilmente ,tanto i miracoli non esistono.
Si uccidono gli animali per non farli soffrire e per gli uomini non c'è alcuna pietà.
Con la legge su testamento hanno fatto una grande porcata e lo sanno benissimo, non a caso se rivedete l'ultima seduta del senato noterete che mentre parla la senatrice Finocchiaro i senatori della maggioranza si guardano le scarpe per la vergogna.
Mi piacerebbe che la risposta degli italiani sia quella di non votarli, tanto per dare un segnale che faccia intendere che o fanno le cose come vano fatte o e meglio che lasciano le cose come stanno.
Spero, ma ci credo poco, che alla Camera cambi qualcosa almeno per non rendere sempre obbligatoro il sondino e l'idratazione.
lascia stare...in classe mi
lascia stare...in classe mi sn beccata 1 valanga di "eretica e Miscredente"per aver detto k dopo aver vissuto,(se qst può essere sempre considerata vita),17anni in quello stato,l'unica cosa razionale da fare era staccare la spina.la mia prof d religione m ha risposto che solo dio(k lei stessa definisce AMORE,MISERICORDIA E CARITA') può dare e tojere la vita...ma,k dio misericordioso è quello k lascia una giovane per 17anni in quello stato!??il vero problema dell'italia in qst questioni è il vaticano, e sua Eminenza, che continua a farcire le menti di molte persone ingeneue e credenti, con stronzate bigotte...come quelle sparate sui lefevriani!!più vivo in qst paese,più ho voglia di andarmene!
da italiana,penso k l'unico"regalo" k si possa fare ora alla famiglia di luana, sia il silenzio,ma non un silenzio di rimprovero o di compianto...semplicemente un silenzio!
che cos'e' la natura?
Cara Gabriella,
io penso che dovresti chiedere alla tua professoressa di religione di darti la sua definizione di cosa significa natura e naturale.... perche' sull'ambiguita' di questo termine si gioca il tutto. Il termine e' volutamente ambiguo per poter cosi' pendere verso il suo significato piu' restrittivo (quando si parla di coppie di fatto sono per esempio "contro natura" ....) oppure verso quello piu' ampio (non si puo' parlare di morte naturale perche' si e' staccata la spina).
Nel caso di Eluana sarebbe curiosamente vero... non si puo' parlare di morte naturale, ma quella povera ragazza era stata strappata dalla morte naturale per esser riportata ad una vita artificiale ed artificiosa, ad essere innaturale era purtroppo diventata la sua vita.
Dobbiamo esser grati alla scienza e al progresso medico-scientifico che ci permette quanto meno di ostacolare la morte pero' di pari passo a quello scientifico c'e' bisogno di un progresso etico-culturale che dia a ciascuno il potere di decidere sulla propria vita.
C'e' bisogno di rilanciare la problematica e porre il caso piu' vecchio e piu' irrisolto in Italia (e non solo)....
se io grazie al progresso medico-scientifico, in caso di un bruttissimo incidente o altro, venissi ridotto alla totale immobilita' e a parlare/comunicare (come successe al povero Welby) tramite una macchina che decripta il movimento dei miei occhi.... avrei diritto a porre fine alla mia vita chiedendo semplicemente di staccarmi da tutti i macchinari? E se questo comportasse una lunga, lenta e dolorosa agonia avrei o no diritto a poter richiedere qualche sostanza che mi agevoli il trapasso o quanto meno lo renda meno doloroso?
E' inconfutabile che il dolore per la morte non riguarda mai chi muore ma chi sopravvive alla scomparsa di un proprio caro......
Dunque quando qualcuno si trova in questa brutta situazione e con estremo dolore accetta la morte (vedi il caso Englaro) o la scelta di morire di qualcuno (vedi Welby) perche' invece di un aiuto deve ricevere un'ostacolo? Perche' lo Stato e la Chiesa non tacciono una buona volta lasciando le persone in questione nella loro intimita' senza violentare il loro dolore?
Perche' tutti si preoccupano della nascita e della morte senza fare nulla riguardo allo svolgimento della vita?
Perche' la chiesa si preoccupa delle coppie gay e lesbiche e vede in loro un attacco alla famiglia e tiene gli occhi volontariamente chiusi su l'unica cosa che davvero sta distruggendo o impedendo il formarsi di famiglie alias il precariato?!?
Sarebbe bello poter organizzare dibattiti su questioni del genere, chiedi magari al tuo prof se vuole! ^____^
Io non sono certo un esperto di questioni etico-morali, non sono un teologo ne' il leader di qualche associazione pero' vorrei sentire le risposte e poter porre domande e vedere un po'.
Scusa il pippone, ora stacco un abbraccio,
Antonio