
Sabato 3 Dicembre 2005 ore 09:41:45
Ciao a tutt*,
Google come tutti ormai ben sapete e' il motore di ricerca piu' usato al mondo, veicola la maggior parte della pubblicita' presente su internet e questa incredibile fonte di fondi gli ha permesso di ampliarsi sempre piu' e di offrire in continuazione nuovi ed utilissimi servizi. Mi riferisco ad esempio al servizio di posta elettronica Gmail, a Google Earth, Google base etc.
Molti gia' da tempo pero' hanno cominciato a storcere il naso sull'enorme potere che la grande G sta acquisendo. Non e' uno scherzo infatti il detenere nei propri computer&database i dati di milioni e milioni di utenti sparsi per il mondo e finora non esiste risposta a chi guarda con scetticismo a questo strapotere.

Martedi 22 Novembre 2005 ore 09:31:43
Lontani da casa, spesso abbiamo come unico mezzo di riferimento le notizie che ci arrivano dai siti web de La Repubblica e del Corriere della Sera, notizie brevi, raramente approfondite, prese dagli stralci Ansa. Cosi' il fenomeno polemico di RockPolitk l'abbiamo visto crescere sui giornali, sulle dichiarazioni dei nostri dipendenti al parlamento, ma, trovandoci in Cina, non abbiamo certo potuto vederlo in televisione. In questi casi potrebbe venire in aiuto il sito per la tv via web della Rai. Ma su www.raiclick.rai.it dello show di Celentano&Co non c'e' traccia.

Martedi 8 Novembre 2005 ore 13:19:05
Copio ed incollo quest'articolo preso da Articolo 21.
Lo denuncia un'inchiesta di Rai News 24, «Fallujah - La strage nascosta», che verrà trasmessa martedì alle 7,35 su Rai News 24 e su Rai Tre e che è stata presentata lunedì presso la Federazione nazionale della stampa a Roma. Il servizio dura 22 minuti ed è firmato dall'inviato di Rai News 24 in Iraq, Sigfrido Ranucci.
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SPeaKer MASCHILE:
Ecco come una foto può raccontare una guerra, quella del Vietnam, Kim Fuk, 9 anni, il corpicino nudo straziato dal napalm lanciato dagli americani, corre, le braccia allargate per scappare dalla morte. È il 1972 la sua immagine farà il giro del mondo a testimoniare una guerra che nessuno ha vinto e che molti non hanno dimenticato.

Martedi 25 Ottobre 2005 ore 09:24:19
Ecco un caso abbastanza bizzarro del quale probabilmente si possono dare infinite spiegazioni, il sito di Wikipedia (www.wikipedia.org), non e' piu' accessibile.
Procedo per ordine.
Qualche giorno fa parlando con Sandro e Lucio salta fuori che non riescono piu' a collegarsi a suddetto sito, quindi arrivato a casa ci provo e vedo che anche da casa mia il sito non si apre. Ci provo da altre postazioni, locali con accesso pubblico ad internet e niente. Le ipotesi possono essere varie, penso subito alla censura, visto i tipi di contenuti che si possono trovare su quest'enciclopedia non mi stupirebbe una mossa del genere da parte del governo cinese. Comunque non ci sono prove, l'unica constatazione e' che il sito non si apre. Finche' non appare sul sito del Corriere della Sera un articolo tratto da una segnalazione di "Reporters sans frontiere" che parla appunto della censura in Cina della celebre enciclopedia. Sembrerebbe dunque questa la spiegazione se non fosse che ieri, commentando un post sul blog di Rampini salta fuori che Wikipedia e' perfettamente accessibile da Pechino e Shanghai. Giro di telefonate e da tutti mi viene data la conferma che da Kunming non si riesce ad accedere al sito. Qualcuno si stara' chiedendo che me frega, un sito in piu' o un sito in meno....

Lunedi 24 Ottobre 2005 ore 14:21:22
Ciao a tutt*,
riporto qui quello che ho scritto commentando un post sul blog di F. Rampini a proposito della vicenda Yahoo. E' solo uno spunto di riflessione, la situazione e' talmente ingarbugliata che la questione dei diritti umani in Cina (come in molti altri paesi del mondo) e' strettamente interconnessa con la nostra economia, con i nostri salari, con il nostro posto di lavoro. WTO e' l'acronimo di World Trade Organization, ovvero l'organismo che regola (o che dovrebbe regolare) il libero mercato. Il mercato pero' non e' libero, e' libero a senso unico, spesso infatti sono i paesi piu' poveri a farne le spese. La problematica riguardo al WTO non e' pero una problematica terzomondista, riguarda anche la nostra vita quotidiana. Le misure repressive ed esagerate che vengono intraprese dagli stati aderenti al libero mercato nei confronti dello scambio di file su internet sono solo un esempio che ci riguarda da vicino. D'altronde il WTO e' nato per tutelare gli interessi delle grosse aziende, dei grossi gruppi economici e finanziari, non vi e' al suo interno un controllo democratico, noi cittadini non abbiamo voce in capitolo. Per questo ai vari vertici del WTO si sono accompagnate sempre manifestazioni che hanno finito per mettere in evidenza qual e' la sua forza nel reprimere il dissenso democratico. Ho sempre condiviso le posizioni di chi, forse solo per slogan, chiedeva l'abolizione di questo organismo.

Venerdi 10 Giugno 2005 ore 09:55:43
Ecco l'immagine carina di cui parlavo nel post precedente

Venerdi 10 Giugno 2005 ore 09:48:44
Se andate su repubblica on line, www.repubblica.it trovate l'articolo scritto da Dario Olivero a proposito della mia situazione e di quella degli italiani temporaneamente all'estero. Lo ringrazio per aver fatto arrivare la mia e nostra voce su una testata cosi' seguita.
Questo non cambiera' l'attuale situazione di astensionismo forzato sotto cui ci troviamo ma spero che possa essere un primo passo per cambiarla per il prossimo futuro.
Ad ogni modo l'articolo lo trovate al seguente link:

Domenica 5 Giugno 2005 ore 10:40:42
Ciao a tutt*!
Tempo fa postai lo scambio e-epistolare con i vari uffici competenti a proposito del voto degli italiani che si trovano all'estero ma non vi sono residenti. Beh, dopo quello che ho letto in questi giorni, non mi stupisco che tale diritto non esiste e non esistera' mai.
Il Ministro Tremaglia per gli italiani all'estero e' un ministro facciata, un ministro inutile. Dopo tanti anni che gli archivi dell'AIRE (Associazione Italiani Residenti Estero) non sono stati aggiornati, hanno deciso solo ora, in vista della scadenza referendaria di cominciare ad aggiornare tali archivi e il Ministro "facciata" ha affermato che, per motivi tecnici, a quasi il 50% degli italiani residenti all'estero non arrivera' la lettera per esprimere il voto. Contemporaneamente pero' il ministro Pisanu ha affermato che verranno annessi al conteggio del quorum tutti gli italiani residenti all'estero (usando i vecchi archivi e non quelli aggiornati). Morale della favola, si parla di un elettorato di tre milioni di persone, meta' dei quali non potra' votare... ed il gia' difficile esercizio di democrazia diretta, ostacolato dal quorum e dall'astensionismo ipocrita, diventa sempre piu' difficile.

Sabato 14 Maggio 2005 ore 08:26:22
Voglio esprimere tutto il mio sostegno all'iniziativa di Beppe Grillo.
Dove sta la novita'? Beh stavolta invece che inviare email con l'articolo in questione, come di solito faccio quando trovo qualcosa di interessante, lo metto direttamente sul blog.
Grande Beppe Grillo! continua cosi'!!!
presto sul suo blog (trovate il link a sinistra nella mia homepage) ci sara' la trascrizione dell'intero intervento, dunque...stay tuned ;)
http://www.repubblica.it/2005/d/sezioni/scienza_e_tecnologia/greenchimica/grillodigitale/grillodigitale.html

Giovedi 21 Aprile 2005 ore 10:54:00
Mi chiedo perche' gli italiani residenti all'estero abbiano il diritto di votare per le elezioni ed il referendum e tale diritto non sia esteso anche agli italiani che all'estero si trovano per motivi di studio o lavoro ma hanno la residenza in Italia. Mi sembra assurdo... non trovate? Chi e' piu' interessato a scegliere i propri rappresentati politici? Chi poi deve sorbirsi quello che combinano o chi invece vive lontano da essi e dalle loro leggi? Chi e' piu' interessato all'abrogazione della legge sulla procreazione assistita? Chi poi dovra' lasciare l'Italia a proprie ed ingenti spese per cercare assistenza medica all'estero o chi l'Italia l'ha gia' lasciata?
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